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Aumento dell’IMU, è scontro frontale. Sunia e Asppi: «Una tassa ingiusta che penalizza chi affitta a prezzi accessibili»

Associazioni contro la Giunta Salis: «Colpiti sia i proprietari sia gli inquilini»


È polemica a Genova dopo la decisione della Giunta comunale di aumentare l’IMU anche sugli immobili affittati a canone concordato, una misura che, secondo i sindacati e le associazioni di categoria, mette a rischio l’intero equilibrio del mercato degli affitti calmierati.

Il Sunia Genova, attraverso il segretario Marco Manganaro, parla di una vera e propria “gabella” che punisce i proprietari virtuosi e, indirettamente, anche gli inquilini. Secondo il sindacato degli inquilini, il provvedimento cancella di fatto il meccanismo fiscale che negli ultimi vent’anni ha favorito la diffusione di ben 27.000 affitti a prezzi accessibili in città. “Un aumento medio di 300 euro l’anno – denuncia Manganaro – che spingerà i proprietari a scaricare i costi sugli inquilini o a passare agli affitti brevi, alimentando ulteriormente la crisi abitativa”.

A unirsi alla protesta è anche l’Associazione Sindacale dei Piccoli Proprietari Immobiliari (ASPPI), con la presidente Valentina Pierobon che accusa la sindaca Silvia Salis di aver tradito le promesse fatte in campagna elettorale. “Ci eravamo messi a disposizione per collaborare alla costruzione di un modello abitativo equo – afferma – ora prendiamo atto che le nostre istanze sono ignorate e ci ritiriamo da tutti i tavoli, compresa l’Agenzia sociale per la casa”.

Entrambe le sigle contestano la giustificazione ufficiale dell’Amministrazione, secondo cui l’aumento dell’IMU sarebbe necessario per finanziare servizi essenziali. “Strumentalizzare temi come scuola e assistenza per legittimare una tassa iniqua – afferma Pierobon – è una scorciatoia politica. Si colpisce chi ha fatto scelte responsabili e sociali, senza offrire alternative né prospettive concrete”.

Il rischio ora, secondo Sunia e ASPPI, è un crollo del mercato degli affitti a canone calmierato: meno alloggi disponibili, prezzi più alti, inquilini in difficoltà. “È un colpo diretto alle famiglie che vivono con redditi bassi o medi – concludono – mentre i grandi patrimoni immobiliari e gli speculatori continuano a restare fuori dal radar delle politiche fiscali”.

La manovra è già in vigore, ma il dibattito è solo all’inizio. E la frattura tra Amministrazione e rappresentanti dell’abitare rischia di farsi profonda.


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